Shampoo purificante: a cosa serve e come sceglierlo

Shampoo purificante: a cosa serve e come sceglierlo

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Scopri a cosa serve lo shampoo purificante, quali sono i suoi componenti e come sceglierne uno perfetto per i tuoi capelli.

Dopo aver lavato i capelli senti una sensazione di pesantezza? Dopo l’asciugatura appaiono ancora sporchi, oppure non tengono l’acconciatura? Se la risposta è sì, potresti aver bisogno di uno shampoo purificante.

Lo shampoo purificante è l’alleato perfetto per donare una pulizia profonda e una sensazione di freschezza alla tua chioma.

Spesso chiamato anche “equilibrante” o “normalizzante”, agisce come uno shampoo ad effetto pulente potenziato, che aiuta a liberare i capelli da impurità e accumuli di grasso in eccesso.

Poiché ha una capacità detergente molto forte, c’è però il rischio che un utilizzo quotidiano possa privare il cuoio capelluto di lipidi essenziali che mantengono i capelli sani.

Fortunatamente, negli ultimi anni gli studi sugli shampoo si sono sempre più focalizzati sulla ricerca di formulazioni non aggressive, delicate e adatte anche al cuoio capelluto più sensibile, anche quando si tratta di purificare o detergere in profondità.

Vediamo insieme a cosa serve lo shampoo purificante e come scegliere quello più adatto per aiutare i propri capelli a risplendere.

Shampoo purificante e capelli sani

Prima di entrare nel vivo dell’argomento, però, cerchiamo di capire le caratteristiche di un capello sano.

Il capello contiene naturalmente i lipidi, che derivano per la maggior parte dal sebo, prodotto dalle ghiandole sebacee.

Si tratta di ghiandole che secernono una sostanza grassa e acida, e sono poste accanto al follicolo pilifero.

Quindi, trigliceridi, cere, fosfolipidi, colesterolo, squalene e acidi grassi liberi entrano nella composizione chimica del capello.

Tutto questo è del tutto naturale e generalmente non causa problemi. Anzi, il sebo è utile alla salute del capello e della cute in quanto:

  • Contribuisce alla formazione del film idrolipidico, che protegge il cuoio capelluto dalle aggressioni chimiche e batteriche;
  • Crea una specie di siero naturale, che si distribuisce sulla superficie del capello, lo lubrifica e lo impermeabilizza;
  • Modula l’idratazione sia a livello di cuoio capelluto che di superficie del capello.

Tuttavia, a volte si crea un eccesso di sebo, con il risultato che i capelli diventano grassi e untuosi. Ed è proprio in questi casi che occorre utilizzare uno shampoo purificante.

Cosa contiene uno shampoo purificante?

Ma perché utilizzare proprio uno shampoo purificante? Quali sono i suoi ingredienti?

Oltre all’acqua, che costituisce circa l’80%, 90% dello shampoo, in genere questa tipologia di shampoo contiene ingredienti attivi dal potere detergente forte, come per esempio il Sodium Lauryl Sulfate, un tensioattivo noto anche come SLS particolarmente efficace ma, alla lunga, irritante per il cuoio capelluto.

SLES, invece, è l’acronimo che indica la presenza di Sodium Laureth Sulfate, un tensioattivo con una formula chimica simile, ma meno aggressivo sulla pelle.

L’utilizzo di questo tipo di shampoo purificanti in genere si basa sulla detersione per contrasto, che negli ultimi decenni ha trovato nell’eccessiva aggressività dei suoi tensioattivi un limite all’uso da parte di persone con cute sensibile.

Fortunatamente, si sente sempre più spesso parlare di detersione per affinità anche per gli shampoo purificanti.

Si tratta di shampoo delicati a base di miscele di oli o acidi grassi sebo affini, in grado di eliminare il sebo in eccesso sciogliendolo e lavandolo via, mantenendo in equilibrio il film idrolipidico che riveste il cuoio capelluto e conservando il naturale siero che ricopre i capelli.

In questo modo, i capelli si mantengono sani, lucenti, e mai appesantiti.

Un esempio? Il nuovo Shampoo Purificante Tecnonaturæ: la sua innovativa formula con attivi iperfermentati di Tè Matcha e Menta Piperita aiuta a mantenere il cuoio capelluto sano e i capelli freschi e puliti a fondo, leggeri e purificati per tutto il giorno.

A cosa serve (davvero) lo shampoo purificante?

Un flacone di shampoo purificante arricchito con oli essenziali di menta piperita

Ora che abbiamo visto da cosa è composto, cerchiamo di capire a cosa serve davvero questo tipo di shampoo.

Come già accennato, i più comuni shampoo purificanti per contrasto sono da usare con parsimonia, quando si necessita di una pulizia profonda di capelli e cuoio capelluto e non si hanno particolari problemi di sensibilità.

La chiave dell’uso dello shampoo purificante per contrasto è proprio limitarlo a quando è necessario, anche se non si hanno particolari problemi a livello di cuoio capelluto.

Infatti, se hai i capelli molto grassi, li senti pesanti o hai usato prodotti che hanno lasciato come una patina sui tuoi capelli, allora lo shampoo purificante per contrasto può migliorare la situazione.

Questo perché, come abbiamo visto, grazie all’elevata concentrazione di tensioattivi come SLS o SLES, il suo potere detergente è maggiore di quello di altri tipi di shampoo.

Attenzione però, perché proprio SLS o SLES, se usati spesso per lavare i capelli, possono renderli secchi e opachi e aumentare la tendenza al crespo, ma non solo.

Il pericolo è di attivare un ciclo vizioso per cui, invece di purificare i capelli, si rischia di renderli sempre più unti.

Con la detersione per affinità, invece, tale rischio si riduce notevolmente, perché si tratta di formulazioni in grado di lavare in profondità i capelli rispettando il cuoio capelluto e mantenendolo in equilibrio.

Alcune formulazioni sono inoltre arricchite di estratti vegetali purificanti, come l’olio essenziale di Menta piperita, o sebo-riequilibranti come l’estratto di Bardana e Ortica.

Shampoo purificante: come sceglierlo?

Nella scelta del shampoo purificante è importante innanzitutto controllare il pH, che dovrebbe essere intorno a 4, quindi acido, per favorire una pulizia profonda.

Inoltre, è bene verificare il tipo di tensioattivi presenti e la loro quantità. Maggiore è la quantità di tensioattivi, infatti, più profonda è la pulizia.

Il tipo di tensioattivi è però essenziale per differenziare una detersione per contrasto, aggressiva, o per affinità, delicata e nel rispetto del cuoio capelluto più sensibile. Vediamo nel dettaglio queste differenze.

Shampoo purificanti per contrasto

Come riconoscere uno shampoo purificante per contrasto?

Queste tipologie di shampoo purificanti sono tra i più diffusi e sono caratterizzati dall’elevata concentrazione di agenti schiumogeni aggressivi.

Sulle etichette degli ingredienti si possono leggere tra i componenti più concentrati:

  • Sodium Lauryl Sulfate o Laurilsolfato di sodio (SLS);
  • Sodium Laureth Sulfate o Lauril Etere Solfato Di Sodio (SLES);
  • Ammonium Lauryl Sulfate o Laurilsolfato di Ammonio;
  • Sodium Steareth o Stearato di sodio;
  • Alfa-olefina solfonata.

Se si sceglie uno shampoo purificante per contrasto, è bene sapere che potrebbe non essere indicato in presenza di psoriasi, dermatite seborroica, forfora; anzi, i tensioattivi aggressivi potrebbero peggiorare queste condizioni, seccando il cuoio capelluto e aumentando la produzione di sebo e forfora.

Inoltre, proprio perché ha un’azione pulente molto profonda, lo shampoo purificante potrebbe lavare via anche il colore in caso di capelli tinti.

Come abbiamo già visto, poi, il rischio è che un utilizzo frequente aggravi la situazione rendendo i capelli sempre più unti e, nel peggiore dei casi, favorisca sensibilizzazione.

Shampoo purificanti per affinità

Gli shampoo purificanti per affinità utilizzano invece tensioattivi non aggressivi in associazione a un mix di oli, acidi grassi e altre sostanze sebo affini, in modo da favorire lo scioglimento e l’eliminazione del sebo in eccesso.

Tra gli ingredienti INCI possiamo trovare tensioattivi delicati come:

  • Disodium Laureth Sulfosuccinate;
  • Sodium Tallow Amphoacetate;
  • Sodium Laureth-11 Carboxylate;
  • Tensioattivi naturali, al posto di quelli sintetici.

Sono inoltre presenti oli vegetali, glicerina e acidi grassi che mimano la composizione del film idrolipidico che riveste la cute, in modo da favorire la detersione per affinità e mantenere in equilibrio il cuoio capelluto.

Infine, queste formulazioni possono essere arricchite anche con olio essenziale di menta, estratti di Bardana e Ortica, per potenziare il potere purificante senza aggredire la cute.

Abbiamo scoperto cosa contiene, a cosa serve e come scegliere un shampoo purificante ma, soprattutto, abbiamo imparato che si può lavare in profondità i capelli senza aggredirli, con formulazioni che favoriscono la detersione per affinità.

Se vuoi purificare i tuoi capelli in modo delicato ma efficace puoi scegliere il classico RestivOil Fisiologico Sebonormalizzante, lo shampoo oil-non-oil che purifica senza aggredire i tuoi capelli e il tuo cuoio capelluto, o il nuovo Shampoo Purificante Tecnonaturæ arricchito con attivi iperfermentati di Tè Matcha e Menta Piperita per capelli freschi, leggeri e purificati per tutto il giorno.

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